F1 | Quali sono i problemi della Ferrari SF1000?

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Errori, problemi, tre gare con un secondo posto arrivato per fortuna, un doppio ritiro e l’ultimo, come ciliegina sulla torta, un doppiaggio in Ungheria.

Il 2020 della Ferrari è questo ed è sotto gli occhi di tutti, quinta nella classifica costruttori, sorpassata anche da McLaren e da Racing Point che sembravano così distanti nemmeno un anno fa.

Il Gran Premio di Ungheria:

Inutile girarci tanto intorno, in Ungheria il migliore è stato Sebastian Vettel, quattro volte campione e senza un sedile per il 2021 che è riuscito anche se a gran fatica a portare a casa un sesto posto. Fuori dalla zona punti invece, Charles Leclerc che dopo l’errore in Stiria si è piazzato dopo la Haas di Magnussen.

La situazione del Cavallino era parsa difficile già dall’inizio e il team principal della Ferrari. Mattia Binotto l’aveva ammesso, nessuno però si aspettava una situazione simile, tralasciando la pandemia che ha colpito il mondo, la Ferrari SF1000 era stata progettata diverso tempo prima, purtroppo però con un progetto forse, sbagliato che ha permesso già alla terza gara a Mercedes di mettere il titolo in cassaforte ma anche a team che prima sembravano così distanti dalla Ferrari, diventare un pericolo. Abbiamo tutti davanti agli occhi la scena di Carlos Sainz che supera Leclerc con una McLaren leggermente più competitiva.

Mattia Binotto ha ammesso: “Non sono cose che si sistemano in poche settimane, la strada è molto lunga e ci vuole pazienza” Non c’è però ancora una risposta a quanta pazienza ci voglia, ma probabilmente dovremo attendere il 2022 con il cambiamento radicale in pista.

A Maranello

Puntavano già sul cambio di regolamento, prima ovviamente dello scoppio della pandemia e sicuramente nessuno poteva immaginare quello che sarebbe successo qualche mese dopo. Forse però, uno degli errori che tutti commettiamo è stato quello di concentrarsi sul futuro, pensare a qualcosa di così lontano e perdere di vista il presente. Ma cosa è stato che ha contribuito a far nascere una monoposto così distante dai top team?

Sicuramente uno dei motivi è la mancanza di cavalli, nel 2019 il motore Ferrari era uno dei migliori in pista, adesso fa molta fatica così come fanno fatica anche Alfa Romeo e Haas che chiudono quasi sempre negli ultimi posti.

Anche nel telaio possiamo trovare dei problemi, questi tre primi Gran Premi corsi sia sull’asciutto che sul bagnato ci hanno confermato la poca competitività, soprattutto sul bagnato dove la competitività della SF1000 si riduce di molto.

Il Circuito di Budapest infatti, è un circuito che ha bisogno da alto carico aerodinamico. In 70 giri il monegasco del Cavallino ha sofferto e non poco, soprattutto per quanto riguarda il bilanciamento e lui stesso non riesce a capire cosa possa essere successo alla sua monoposto: “Non abbiamo fatto modifiche alla vettura, il bilanciamento era peggiore di quello di venerdì e sabato”.

Sebastian Vettel invece è stato chiaro: “Era ovvio già da prima della gara che saremmo stati doppiati, non sono sorpreso della forza di Mercedes, potevamo finire al massimo quinti”.

IL GP DI UNGHERIA GIRO PER GIRO

Tra due domeniche si correrà a Silverstone, il 2 e il 9 agosto per un doppio appuntamento sulla pista inglese, molto cara a Mercedes e proprio qui potrebbe davvero mettere in cassaforte il titolo, anche se il calendario potrebbe essere lungo e Max Verstappen potrebbe mettere in difficoltà Lewis Hamilton e Valtteri Bottas.

info@f1racegp.com

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