Il governo della Mongolia: “Verstappen si scusi subito per gli insulti razzisti”

Il governo della Mongolia si è rivolto all’Onu, chiedendo le scude pubbliche al pilota della Red Bull, Max Verstappen per la frase pronunciata durante il Gran Premio del Portogallo.

Max Verstappen in questo momento si trova al centro della bufera per le frasi pronunciate durante il Gran Premio del Portogallo nei confronti del pilota della Racing Point, Lance Stroll.

Chi conosce Max conosce anche i suoi modi di fare, un pilota veloce ma anche diretto che non lascia sfuggire nulla, questa volta però cosa ha combinato?

Due settimane fa circa, durante il Gran Premio del Portogallo a Portimao avrebbe dato del “mongolo” a Lance Stroll dopo un contatto durante le prove libere. Il team radio è stato trasmesso dalla regia della Formula Uno e ha subito fatto il giro del mondo.

Non sarebbe la prima volta:

Tre anni fa, durante il Gran Premio di Austin il giovane olandese avrebbe utilizzato lo stesso termine e poi avrebbe rifiutato di scusarsi pubblicamente. Red Bull è corsa subito in difesa di Max, spiegando che le parole usate dal driver erano molto concitate a causa della competizione, nulla di offensivo quindi.

“E’ ovvio che nè lui nè la sua squadra hanno imparato la lezione del 2017. Le mancate scuse nei confronti del nostro popolo gli provocheranno un danno d’immagine” Quete le parole di Lundeg Purevsuren, ambasciatore della Mongolia all’Ono, che chiede anche di portare avanti la protesta agli sponsor Red Bull e a quelli personali del pilota.

Poi conclude: “Chiedo il vostro sostegno per intraprendere azioni contro Verstappen, Red Bull e i loro sponsor per il suo comportamento inaccettabile. Bisogna prevenire il ripetersi di tali comportamenti non etici nello sport”.

E Verstappen? Subito dopo la collisione e quindi l’accaduto con Stroll ha affermato: “Se qualcuno si è offeso per le parole che ho usasto, non è un problema mio”.

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