F1 GP Olanda, Ferrari: pit stop di Sainz lunghissimo, mancava una gomma

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Altra gara altro disastro in casa Ferrari, con un Gran Premio di Olanda tutto in salita per Carlos Sainz, prima per un pit-stop lunghissimo a causa della posteriore sinistra che non arrivava, poi per una penalità di 5″ per unsafe release.

Gara disastro per Carlos Sainz

Qualche ora fa è calato il sipario sulla quindicesima tappa di questo Mondiale, il Gran Premio di Olanda, vinto senza grandi difficoltà dal padrone di casa Max Verstappen che si è portato a quota 310 punti, mettendo al sicuro il suo secondo titolo, ormai vicino.

Quella di oggi se per Max Verstappen non è stata una gara difficile, per Carlos Sainz è stata una gara tutta in salita, prima a causa di un contatto al via con Lewis Hamilton, poi per un errore al pit-stop ed infine per una penalità.

Lo spagnolo della Ferrari è stato chiamato in ritardo dal muretto ai box, fin qui niente di così disastroso se non per il fatto che mancava una gomma, la posteriore sinistra, all’appello.

Il pit-stop è stato lunghissimo, quasi eterno durato ben 13 secondi e per chi deve recuperare punti e posizioni 13 secondi sembrano infiniti, definito un pasticcio anche dal team principal della Rossa, Mattia Binotto.

Oltre il danno la beffa…

Uscito dopo un’eternità dai box, Carlos Sainz è riuscito a recuperare qualche posizione ma durante la seconda sosta, sotto regime di safety car ha ricevuto una penalità di 5″ per unsafe release ai danni di Fernando Alonso. Il pilota della Ferrari è scivolato in ottava posizione perdendo punti preziosi.

Ma cosa è successo?

Il team principal Ferrari ha cercato di spiegare quanto è successo, provando a dare una spiegazione su quanto visto, definendolo un pasticcio. Mattia Binotto ha ammesso che Carlos Sainz è stato richiamato ai box proprio all’ultimo secondo, ecco perchè mancava una gomma: “Si è trattato di un semplice pasticcio, la chiamata è arrivata all’ultima curva e i meccanici non hanno avuto il tempo di prendere le gomme, volevamo contrastare le decisioni di Mercedes, era troppo tardi”.

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