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Disastro Ferrari in Brasile, ma di chi è la colpa?

Ferrari, che disastro!

Un disastro quello di entrambe le Ferrari in Brasile, un disastro che forse poteva essere evitato, ma di chi è la colpa e soprattutto quali sono le conseguenze per tutto il team?

Il contatto:

A San Paolo i colpi di scena non sono sicuramente mancati, il gran premio del Brasile ha cambiato le sorti della classifica quasi alla fine e la penultima tappa del mondiale si è rivelata un disastro per entrambi i piloti del Cavallino.

Da una parte la felicità dei team motorizzati Honda dall’altra i commenti di rabbia e di stupore dei tifosi e di tutta la squadra in Rosso.

All’Autòdromo Josè Carlos Pace è un susseguirsi di emozioni, dal contatto fra Daniel Ricciardo e Kevin Magnussen che costringe l’australiano al rientro ai box per sostituire l’ala anteriore della sua Renault al ritiro di Valtteri Bottas che ha visto il motore della sua Mercedes W10 andare in fumo.

Succede tutto sempre alla fine,

è proprio vero che le gare finiscono con la bandiera a scacchi e così è stato.

Al 66 esimo giro dei 71 previsti, un contatto stravolge le sorti della gara, non riguarda la prima posizione, certo, messa in cassaforte da Max Verstappen già a metà gara.

Charles Leclerc sorpassa Sebastian Vettel che non ci sta e si riprende la posizione nel rettilineo, grazie alla scia. I due quindi si toccano e forano entrambi. Arriva il ritiro, un ritiro amaro, inaspettato, in un mondiale già perso in Australia.

Ferrari, di chi è la colpa?

Una Ferrari contro l’altra, quando avrebbero dovuto guardare entrambe nella stessa direzione, la lotta al terzo posto che diventa un incubo, la terza vittoria stagionale di Max Verstappen, a gran sorpresa Pierre Gasly sul podio con la Toro Rosso e dopo Carlos Sainz, con la Mclaren, dopo perchè la decisione da parte dei giudici riguardo la penalità di Lewis Hamilton è arrivata in un secondo momento, lo spagnolo ha comunque festeggiato il suo primo podio in carriera.

Una situazione da analizzare in casa Ferrari, con entrambi i piloti che saranno ascoltati nelle prossime ore, ma ovviamente è già bufera, ancora non è chiaro a chi attribuire la colpa del disastro, un disastro che forse poteva essere evitato.